Vite da brihante

scritto da Rutello
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 3 mesi fa • Revisionato 3 mesi fa
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La poesia dà voce a un brigante, figura storica complessa e contraddittoria, senza intenti celebrativi o assolutori. Attraverso il dialetto, lingua necessaria, si racconta una condizione di miseria, esclusione e violenza subita e restituita, in cui l
- Nota dell'autore Rutello

Testo: Vite da brihante
di Rutello

 

Lu rré de la campagne!

La casa mé n’te’ tette nné parete;

na tende quanta chiove

che n’te’ la sede fisse,

na grotte quanda nenghe e fa lu fredde;

la cocce pe ripose te’ na prete.

La macchie le canosche  palme a palme

ddò trove la frescure pe’ l’eštate

e gode l’aria calme.

Lu corpe a la nature z’è  ’dattate:

n’impronte de na guardia o d’animale,                                                                                   

nu rame ch’è spezzate,                                               

l’addore de lu fume o de na piante,                               

lu fišche che l’amiche m’à mannate,                              

è tutte nu segnale.

De lu ciele me sente lu padrone

e n’terre m’assapore l’acqua fresche.

Ma quande po  durà la libbertà?                              

Da le catene ngiušte so  scappate:                                

che pene a ripenzà’  chi m’à ncaštrate!

Nu tozze p’abbuscarme da guajjone

le péchere pasceve a lu signore:

che ne sapeve j’ de le cunfine

de quille galantome?

Che m’attuccave a mmé?

Soltante le mazzate!

Ch’aveva dice j’ a ll’animale

che  pe’ fame la ierve avé štrappate?                                                                                                        

Nn’ere sole, ma tante le sbandate                             

 e tutte, senza terre                                               

né lavore, cumenze a fà’ la guerre:

chi à  ’rrubbate a nnu e nnu a isse!  

Ce scappe l’umecidie e l’estorsione.

Arrobbe a chi te’  tante

e denghe a chi n’te’ niente!

Nen songhe n’assassine

ma sacce ca la sorte è segnate.

A nu bijjette šta lu testamente:

a pàtreme le scarpe e lu giubbotte.                             

M’ajja guardà’ da ll’Arme che me cacce                             

e na pallotte  ’m pette me l’aspette;

ma pure štenghe attente

da chi me fa l’amiche

nche l’àneme purtate a trademente

che quanda me šta  ’rrete dà na bbòtte! 

M’arrive lu cunsijje de la rese

e pure lu prucesse:

a le catene bašte!                                                           

E se m’attocche a rrèsse fucelate?

No! Chešta libbertà pe’ mmé nen cesse.                          

                                                                                                    

Vasto, marzo 2011

 TRADUZIONE

 

Vita da brigante

 

Il re della campagna!/La casa mia non ha tetto né pareti;/una tenda quando piove/che non ha la sede fissa,/una grotta quando nevica e fa freddo;/la testa per cuscino ha una pietra./La macchia la conosco palmo a palmo/dove trovo la frescura per l’estate/e godo l’aria calma./Il corpo alla natura si è adattato:/ l’impronta della guardia o di animale,/un ramo ch’è spezzato,/l’odore del fumo o di una pianta,/il fischio che l’amico mi ha mandato, è tutto un segnale./Del cielo mi sento il padrone/e in terra assaporo l’acqua fresca./Ma quando può durare la libertà?/Dalle catene ingiuste son fuggito:/che pena a ripensare a chi mi ha incastrato!/

Un tozzo per guadagnare da ragazzo/le pecore pascolavo per il signore:/che ne sapevo io dei confini/di quel galantuomo?/Che cosa mi aspettava!/Soltanto le mazzate!/Che potevo dire io all’animale/che per fame l’erba aveva strappato?/ Non ero solo, ma tanti gli sbandati/e tutti, senza terra /né lavoro, cominciano la guerra:/chi ha rubato a noi e noi a lui!/Ci scappa l’omicidio e l’estorsione./Rubo a chi possiede tanto/e do a chi non ha nulla!/Non sono un assassino/ma so che la sorte è segnata./Su un biglietto c’è il mio testamento:/a mio padre le scarpe e il giubbotto./

Mi devo guardare dall’Arma che mi dà la caccia/e una pallottola in petto me l’aspetto;/ma pure sto attento/da chi mi fa l’amico/con l’animo portato al tradimento/che quando mi sta dietro  mi colpisce!/Mi arriva il consiglio della resa/e pure il processo:/a le catene basta!/E se mi tocca essere fucilato?  No! Questa libertà per me non cessa. 

 

 

 

 

 

Vite da brihante testo di Rutello
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